23
Lug
11

Cambogia, oggi e domani

La spiaggia di Koh Rong, alle due di pomeriggio, è cosi bianca che non è facile tenere gli occhi aperti con il sole tropicale che la investe a piena potenza. Koh Krong, o Bamboo Island, è un’isolona a pochi chilometri al largo di Sihanoukville, nel sud della Cambogia.

koh Rong: la spiaggia

Io sono qui per fare un paio di immersioni in queste acque cristalline, e vabe: ma non è questo il tema di questo post. Sono stato in Cambogia una decina di giorni: ho cercato di scavare nel passato di questa nazione, prima nel passato remoto con le visite ai templi khmer di Angkor, poi nel sanguinoso passato recente con le visite ai folli luoghi dei khmer rouge a Phnom Penh. Sempre, nel frattempo, ho vissuto nel presente, naturalmente, e sempre con un occhio al futuro, cosa necessaria e automatica in un Paese in via di sviluppo qual’è questo. Penso sia tempo di trarre delle conclusioni sulla Cambogia di oggi e di domani.

Prima di arrivarci, avevo un’immagine romantica della Cambogia e del suo popolo, definito molto spesso il popolo del sorriso. Conoscendo gia la storia, mi immaginavo una popolazione estremamente prostrata da guerra civile e regni del terrore vari,  le cicatrici nel tessuto sociale profondissime, tanto da rendere le persone gentili e ospitali, disponibili, remissive alle catastrofi, sempre timidamente sorridenti, felici e orgogliose di poter finalmente ospitare sul proprio territorio dei visitatori da oltreoceano. Naturalmente questa era un’idealizzazione della realtà, e come tutte le idealizzazioni si è dimostrata una colossale cazzata. Che era previsto, ma non avevo previsto che la realtà fosse cosi lontana dalla mia idealizzazione. Niente di più lontano, infatti. Una precisazione, prima che mi lanci in una descrizione piu dettagliata: mi sono fermato solo in tre posti, Siem Reap, Phnom Penh, Sihanoukville. Ora, questi tre posti sono i centri turistici piu attivi di un Paese che ha tutt’ora una connotazione fortemente agricola, quindi non posso estendere la mia dura analisi a tutto il territorio. Ma questo è quello che ho visto, e con la forte urbanizzazione in atto questo potrebbe essere la realta della cambogia tutta in un futuro neanche troppo lontano.

La gente che ho incontrato io è incredibilmente affamata di soldi. La moneta locale, il riel, è molto debole, e il Paese è invaso di dollari americani, accetati da chiunque ovunque e tenuti in piu grande cosiderazione del riel. Tutti preferiscono i dollari. Ovunque ci sono bambini (tanti, tantissimi) che ti chiedono un dollaro,l o cercano di venderti qualcosa per un dollaro. Quando aprendo il portafoglio cerchi di pagare un piatto di riso in riel, il venditore vede dei dollari ti chiede di essere pagato l’equivalente in dollari. Insomma, il dollaro americano la fa da padrone, e nessuno ne ha mai abbastanza. Attorno agli antichi bellissimi templi di Angkor ci sono sciami di bambini scalzi, raggrinziti e denutriti, che cercano di vendere la qualsiasi per un dollaro, e se non ci riescono ti chiedono un dollaro per pagarsi la scuola. La sensazione è che questi povere creature non vadano a scuola perche sfruttate da genitori o tutori senza scrupoli e senza cuore che li mandano a rastrella re il campo per conto loro.

Tutta l’amministrazione è profondamente corrotta, a tutti i livelli. Entrando nel Paese da qualsiasi confine via terra bisogna essere pazienti e combattere cortesemente per ore prima di riuscire a ottenere un visto per l’ufficiale prezzo di 20 dollari invece che per qualche dollaro in più. La polizia è pessima, e sembra che il loro lavoro sia ricevere mazzette. Non ho esperienze di prima mano in questo senso, ma tante persone bianche che vivono in cambogia mi hanno riferito che ogni volta che ti fermano per strada con una moto la mazzetta scatta automaticamente; se il fermato non è incline, inventano un’infrazione stradale per elevare una multa al momento, da pagarsi naturalmente al momento, perche se vai a pagarla in un ufficio il poliziotto con cui parli ti chiede un’aggiuntina per se stesso. La cosa buona in tutto ciò è che un poliziotto semplice puo essere corrotto anche per pochi centesimi di dollaro, e un ufficiale di grado superiore per pochi dollari. L’amministrazione è marcia fino al vertice: il primo ministro, Hun Sen, in carica dal 1993 ininterrottamente, è stato parte del famigerato partito comunista Angkar, la mente dei sanguinari khmer rouge, all’inizio degli anni 70; e nonostante professi di non aver mai preso a azioni di sangue, e di aver ripudiato il tutto prima che la situazione fosse cosi terribile, ha dato il via al processo contro i gerarchi di Angkar solo a patto che tutto quello che è successo prima della data della sua dipartita dal partito stesso non ricada nella giurisdizione del tribunale speciale.

In Cambogia il gioco d’azzardo è illegale, e a ogni punto di confine ci sono enormi casino e hotel per la convenienza dei ricchi Thai e vietnamiti che vogliono spassarsela un po. Quasi tutte queste attività sono finanziate attraversi capitali provenienti dalla cara vecchia Russia, e piu di una volta ho sentito dire che gli amici russi amano venire in territorio cambogiano per riciclare soldi. E questo via dà l’idea del livello di corruzione: la Cambogia è più corrotta della Russia. Un altro esempio di trova nell’esercito: sparsi nel Paese ci sono una marea di campi di tiro, dove per poco piu di un dollaro a munizione i militari ti permettono di parare con armi tipo kalashnikov o M4. Si dice che le munizione vengono dalle scorte dell’esercito stesso, che ordina in surplus per poi poter rivenderle ai turisti e farli divertire. e fare un po di dollari alle spalle dello Stato.

Qualsiasi guidatore di tuktuk (i taxi locali, moto  con attaccati carrettini con un sedile) che ti si avvacini, e sono tanti, dopo averti chiesto se ti serve un tuktuk ti chiede se ti serve erba, marijuana. Certi vanno oltre e chiedono se ti serve dell’altro, coca, ecstasy, oppio naturalmente, e anche viagra. Tutte ste schifezze sono illegali ufficialmente, ma il clima è estremamente favorevole alla crescita della marijuana, e per molti personaggi incarna un guadagno estremamente semplice e lucrativo.

Un giorno stavo riposandomi dal clima tropicale su una panchina in un parco a Phnom Penh, sudato come un animale, e mi è passata davanti una ragazzina: una ragazzina normale, forse quindicenne, vestita normalmente. Mi ha guardato e mi ha fatto un sorrisone, un bel sorriso aperto e sincero mi è sembrato li per li, e mentre pensavo “ecco, il sorriso della cambogia, finalmente ne ho trovato uno sincero!” ho sorriso a mia volta. Mi si è avvicinata un po di piu, e senza fermarsi mi ha sussurrato: “Bumbum?” Il sorriso non era piu sincero, era malizioso, era un sorriso di una donna che è abituata a vendersi per lavoro. Non me l’aspettavo, son rimasto cosi scioccato che mi ci è voluta mezz’ora per guardare in faccia qualcun’altro. E poi ho avuto un’illuminazione: se ha chiesto, vuol dire che qualcuno dice di si. La prostituzione minorile è un problemone qui, ho addirittura visto volantini per cercare di fermarla, e in un paio di hotel dove sono stato sul regolamento c’era espressamente scritto che la direzione si avvale del diritto di cacciare ospiti sorpresi nelle stanze in compagnia di persone al di sotto della maggiore età. Terribile. Soprattutto a Sihanoukville, la grande citta portuale sulla costa sud, e hub del turismo costiero cambogiano, si vedono decine, centinaia di signori bianchi delle piu svariate eta e nazionalità accompagnati da una ragazza locale, rigorosamente truccata, in minigonna e tacco 5, e sempre parecchi anni più giovane del proprio “fidanzato”. Vorrei essere stato un reporter piu coraggioso e aver fatto una piccola inchiesta sui prezzi di questi servizi, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo.

In Cambogia il gioco d’azzardo è illegale, e a ogni punto di confine ci sono enormi casino e hotel per la convenienza dei ricchi Thai e vietnamiti che vogliono spassarsela un po. Quasi tutte queste attività sono finanziate attraversi capitali provenienti dalla cara vecchia Russia, e piu di una volta ho sentito dire che gli amici russi amano venire in territorio cambogiano per riciclare soldi. E questo via da

In viaggio in autobus verso Sihanoukville, mi son trovato seduto vicino a un cambogiano di circa 35 anni, dall’aspetto parecchio rispettabile. Dopo un po di ore ha attaccato bottone in un inglese quasi comprensibile, e ho scoperto che lavorava in un progetto governativo per produrre combustibile e concimi naturali da materie povere, come ad esempio gli escrementi di bufali e mucche. Mi ha delucidato riguardo all’importanza di questi progetti per il mondo, che sta soffrendo a causa del riscaldamento globale. Poi ho scoperto che lui era di Sihanoukville, e viveva a Phnom Penh per lavoro, perche li si guadagnano piu soldi, e tutti vogliono andare a vivere a Phnom Penh per guadagnare di piu (cito). E a questo punto mi ha cominciato a parlare del futuro del proprio Paese. E quello che mi ha detto suonava terribile alle mie orecchie romantiche, ma suonava idilliaco alle sue, decisamente diverse. Mi ha confidato come finalmente un sacco di investimenti russi (ancora loro) siano stati sbloccati, e come nel giro di pochi anni Sihanoukville e zone limitrofe saranno completamente diverse. Ci sono grandi progetti: autostrade, ponti, grandi hotel e casino, resort da mille e una notte. Il turismo balzerà alle stelle, verranno tanti signori rispettabili con rotoli di dollari nelle tasche e compreranno tutto, e “svilupperanno”  il Paese, che sarà di nuovo in gloria come un tempo.

Arrivato a Sihanoukville ho avuto modo di vedere coi miei occhi lo sviluppo professato dal mio amico di bus. Qualche giorno fa è stato aperto un ponte lungo poche centinai di metri, che ora collega la terraferma alla prima di una serie di stupende isole tropicali che stanno appena al largo del porto di Sihanoukville. Il ponte è in progetto dal 1988 (soldi russi), ed è stato finalmente completato. Ora chiunque, al prezzo di un piccolo pedaggio, può attraversare il ponte e arrivare sull’isola: appena appoggiate le ruote li, si deve girare e tornare indietro perché la strada finisce nella giungla più fitta. Non c’è ancora nulla sull’isola; ma gli investimenti arriveranno presto, incentivati da enormi cartelloni pubblicitari che invitano a comprare una casa raggiungibile con un “ponte verso il paradiso”. La casa non c’è ancora, ma arriverà presto…

E cosi mi sono trovato a Koh Rong, su questa spiaggia bianchissima. L’isola conta un paio di minuscoli villaggetti di pescatori, e ben tre resort, dove per 15 dollari a notte si può affittare un piccolo bungalow di legno e foglie di palma sulla spiaggia. Il turismo qui è ancora sostenibile, con i ragazzi del “The DiveShop Cambodia” che da qui partono per le immersioni che cercano di sostenere i villaggi e i locali con cure mediche, acqua potabile, lezioni di inglese, posti di lavoro, addirittura un piccolo inceneritore di rifiuti. Ma presto tutto cambierà: mi hanno parlato di piani di “sviluppo” che colonizzeranno Koh ROng con resort di lusso e casino, pronti a ricevere ricchi turisti cinesi e coreani. Vogliono addirittura tagliare grosse aree di foresta pluviale per far posto ai soldi, e questo porterà anche alla fine delle immersioni a Koh Rong, perché i fiumi provenienti dall’interno dell’isola, non più trattenuti dalla vegetazione, faranno carneficina di barriera corallina, e non ci sarà piu nulla da vedere sott’acqua. Ma lo sviluppo è importante, lo sviluppo è tutto: e tra pochi, pochissimi anni, quando i nostri figli andranno in Cambogia, non andranno sicuramente per ammirare archeologia o natura incontaminata, o per ricordare orrori che non devono piu accadere, no: andranno a tirare la leva di una slot machine…

Il mio racconto del presente e futuro della Cambogia è estremamente negativo, forse per la forte delusione che ho provato vedendo le mie aspettative stracciate dalla dura legge del dio dollaro. Sono sicuro che non è dappertutto cosi, e un paio di volte mi son trovato a passare dei momenti con persone non troppo interessate al mio portafoglio, e sono stati momenti dolci, momenti di sorrisi e barriere linguistiche, momenti di bambini attivi e felici e genitori fieri di essere tali. Ma sono stati pochi, isolati, insufficienti a scacciare la brutta sensazione di essere passato attraverso un Paese sull’orlo di un disastro culturale, di un paese che si sta vendendo al miglior offerente per un pugno di noccioline, di un Paese in cui gli uomini vendono le propri mogli e mandano a lavorare i propri bambini. Il futuro potrebbe essere non cosi terribile però: si sa che io sono un gran pessimista e un gran brontolone, e spesso vedo nero anche dove c’è grigio scuro. Secondo statistiche Unicef del 2009  più di un terzo del Paese ha meno di 18 anni, e, si sa, i giovani sono sempre futuro e speranza. E d’altra parte chi siamo noi per definire lo sviluppo più adatto a una nazione cosi martoriata, che ha sofferto e soffre cosi tanto, dove le cicatrici sono cosi fresche e cosi profonde che non c’è eguale in tutto il mondo. Lo sviluppo arriverà, buono o cattivo che sia per noi, arriverà: e sarà tutto diverso.

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14
Lug
11

Un grande balzo avanti (nell’orrore)

Ore 8.52 di mattina, strada 71 di Phnom Penh: fa gia un caldo bestia in citta’, il traffico e’ malefico come sempre, la polvere e gli scarichi dei camion, la danza delle motociclette e delle biciclette che si schivano (quasi) sempre all’ultimo centrimetro. Mi trovo sul sellino posteriore di una di queste motociclette, noleggiata con conducente per tutta la mattina per un paio di dollari. Destinazione: la scuola Toul Sleng, ora non piu una scuola ma un museo.

S21

Dal 1975 al 1979 il posto era chiamato S21, campo di sicurezza 21, una delle piu temute prigioni politiche del regime Khmer Rouge…

Ma per capire come una scuola sia potuta diventare una prigione, ci serve una piccola lezione di storia contemporanea. Dopo un tristissimo periodo coloniale francese, nel 1953 il principe Sihanouk diventa re del Regno della Cambogia. Il Paese cerca di stare fuori dalle agitazioni in sudestasia in quel periodo, ma con il Vietnam al confine non e’ per niente facile. Alla fine deglianni 60 gli USA cominciano a bombardare il Paese, con il pretesto di colpire truppe nordvietnamite stazione nel suo territorio. 1970: un colpo di stato (malelingue dicono CIA, come al solito) viene portato a termine dal generale Lol Non, che depone Sihanouk mentre si trova all’estero e dichiara la cambogia una Repubblica. Ma il governo non funziona, corrotto all’osso, sta in piedi solo grazie a aiuti americani. Il Partito Comunista, combattente, si fa sempre piu forte nelle regioni rurali, dove arruola giovanissimi contadini e li trasforma in combattenti. Con soldi cinesi, dicono le malelingue. Nell’aprile del 1975 tutti gli americani presenti in territorio cambogiano vengono evacuati, perche i comunisti sono alle porte della capitale, Phnom Penh. Il 17 aprile 1975 l’esercito comunsta entra nella citta, accolto con grandi feste dalla popolazione stremata da anni di malgoverno. tutti sperano che finalmente la cambogia si riprendera, che ci sara liberta’ e prosperita.

Ma si sbagliano. Di grosso.

Angkar, il partito comunista cambogiano, vanta ai vertici un pugno di intellettuali cambogiani educati in Francia drante gli anni comunisti, all’inizio dei sessanta; sono tra i comunisti piu radicali che mai siano andati al potere. La loro ideologia si basa su 4 punti principali: indipendenza e autarchia totale (autosufficenza); supremazia della dittaatura del popolo; rivoluzione economica immediata e totale; trasformazione totale del sistema di valori khmer (cambogiano). Per raggiungere questi obiettivi drastici, e velocemente, perseguono quello che chiamano il grande balzo avanti, cioe record. Prendono cosi misure altrettanto drastiche e rapide: nei primissimi giorni di governo, tutti gli stranieri sono evacuati, e i confini diventano impermeabili, nessuno entra, nessuno esce. Le classi sociali vanno abolite, quindi ci deve essere solo una classe sociale: quella dei contadini. Tutti vengono evacuati dalle citta, e costertti a intraprendere lavori forzati in campagna (coltivazione di riso per autosufficienza, soprattutto) cosi da poter espiare i peccati imperialisti e diventare puri, rivoluzionari. La rivoluzione e’ permanente, e prevede abolizione del sistema monetario, del sistema scolastico, di tutte le religioni. Distruzioni di strutture superflue quali impianti sportivi, cinema, pagode e monasteri. Abolizone immediata della proprieta privata, naturalmente. Solo i puri di spirito possono essere parte della rivoluzione: gli altri devono morire per essa. I bambini, i piu puri di spirito, vengono usati per decidere della vita o morte di centinaia di migliaia di persone. Come sono le tua mani? Hanno i calli? no? beh, non sei un contadino. Uno in meno. Prova a arrampicarti su quella palma. Non puoi? beh, non sei un contadino. Niente rivoluzione, un’altro in meno.

La follia dei khmer rouge trascina la Cambogia in un baratro che sembra senza fondo. I dirigenti decidono di non sbarazzarsi solo dei nemici della rivoluzione, ma anche dei loro figli e parenti, cosi da non avere nemici in futuro. Madri vengono separate dai bambini infanti, costrette a guardare mentre questi pazzi li uccidono prendendoli per i piedini e sbattendo loro la testa addosso a un albero. Le madri vengono poi giustiziate a loro volta.

Tornando a S21, Toul sleng: era uno dei centri in cui i prigionieri politici venivano torturati, processati e condannati a morte. Inutile ricordare come in un clima del genere chiunque era un prigioniero politico, chiunque era accusato di tramare contro il regime. Molto pochi erano quelli colpevoli, molti, troppi quelli condannati. solo in S21, si stima siano stati torturati e uccisi 20mila prigionieri tra uomini, donne, adolescenti, bambini. E non era l’unico centro di detenzione, naturalmente. Visitare un posto del genre, camminare nelle stanze dove queste persone hanno sofferto, patito le pene dell’inferno per mano dei propri fratelli, esalato l’ultimo respiro guardando questo stesso sporchissimo muro che sto guardando anche io, in questo momento, nel 2011, e’ stata una delle esperienze piu commoventi della mia vita. Ora S21 e’ un museo, per non dimenticare: ci sono migliaia di foto di prigionieri, strumenti di tortura in esposizione, gli edifici hanno ancora le celle come erano state costruite nelle classi della scuola. ognuna misura un metro quadrato. Ci sono anche celle comuni dove i prigionieri erano incatenati insieme, in file di 30. Dopo gli interrogatori, terribili, e dopo la falsa confessione, che serviva a condannare qualcun’altro allo stesso destino, i prigionieri venivano caricati su un camion e spediti 15 km a sud ovest della citta, in un posto chiamato Choeung Ek. oggi tristemente famoso sotto il nome di Killing Fields. Negli anni 80 sono state qui scoperte 129 fosse comuni, contenenti piu di 20 mile corpi. C’e’ una fossa che conteneva 450 corpi; un’altra che contenva piu di 100 donne con i propri figli stretti nell’ultimo abbraccio; un’altra conteneva piu di 100 persone senza testa. Appena scesi dal camion, i prigionieri, bendati, venivano fatti inginocchiare sul bordo della fossa, scavata da altri prigioneiri, e bum, un colpo in testa con un bastone (i proiettili costano cari…), o un pugnale piantato nel cranio, e giu, oltre il bordo. per sempre. ora a Choeung Ek c’e’ una Supa (un tempio0 che contiene i resti umani riesumati lungo gli anni. E’ una torre alta dieci metri piena di teschi e ossa, una vista raccapricciante. E durante ogni stagione delle piogge il terreno restituisce nuovi frammenti, nuovi pezzi di un corpo perito per mano di un regime sanguinario.

Mi scuso per i toni crudi di questo post, ma la gente deve sapere. Tutti sappiamo del genocidio nazista, del terribile spreco di vite accaduto prima e durante la seconda guerra: ma so per esperienza personale che nessuno in Europa e’ a conoscenza di questa tragedia, che ha ridotto (dicono statistiche approssimative) la popolazione della cambogia da 8 a 5 milioni in 3 anni, 8 mesi e 20 giorni. # milioni di morti estimati: e 3 milioni di morti uccisi per mano di un vicino di casa, di un membro della famiglia estesa.

Il regime khmer rosso e’ finito il 6 gennaio 1979. L’ esercito di liberazione nordvietnamita (i discendenti dei vietcong) entrano a Phnom Penh. i khmer rouge sono costertti a ritirarsi verso ovest, verso il confine con la Thailandia. Non e’ finita per il povero popolo cambogiano: comincia una sanguinosa guerra civile tra diverse fazioni comuniste. Le nazioni Unite, e gli usa naturalmente, chiudono un occhio su tutto cio. Ragioni geopolitiche: il Vietnam e’ forte e vicino all’URSS, e cosi la Cina e gli Stati uniti non vogliono che anche la cambogia segua questo destino. Anzi, ci pensano meglio e non solo chiudono un occhio, li chiudono tutti e due e riconoscono Pol Pot, capo dei Khmer rouge, come legittimo rappresentante della cambogna alle nazioni unite per molti anni a venire. Ma ci rendiamo conto? E tutti sapevano cosa era successo. era gia di dominio pubblico: molti giornalisti (anche Terzani) avevano visto e raccontato la cambogia post-khmer rossi. ma la guerra fredda non perdona, e cosi ghiustizia non e’ fatta per molti anni a venire. L’ingiustizia continua imperterrita, anche dopo il massacro.

Finalmente nel 1993 le nazioni unite sponsorizzano elezioni democratiche, a cui partecipano il 90 per cento degli aventi diritto. Il risultato e’ una Cambogia governata da un sistema multipartitico, con a capo un re: principe Sihanouk viene chiamato a ricoprire questo ruolo, e dopo piu di due decenni di vita all’estero e umiliazioni puo tornare a abbracciare il suo popolo.

Resta sempre la questione della giustizia: che deve pagare per le atrocita’? Pol Pot e cricca si nascondono (manco tanto bene) nella giungla a ovest, e li rimangono in pace, sempre al comando del partito Comunista, sempre cercando di riattivare la rivoluzione. Pol Pot, fratello numero uno, segretario di partito, principale ideatore dell’ideologia khmer rouge, more di morte naturale nel 1998. Subito dopo i suoi discepoli si consegnano al governo in carica, implorando pieta’. Comincia un lungo processo burocratico che portera alla creazione di un tribunale nazionale e internazionale, basato in Phnom Penh, per processare alcuni alti dirigenti del Partito. I lavori comincianofinalmente nel  2007, e il 26 luglio 2010 il primo dirigente riceve una condanna. Si tratta del compagno Duch, in carica di S21 e tanti altri cerntri di sicurezza, responsabile di crimi di guerra, genocidio, crimi contro l’umanita. Viene condannato a 35 anni di imprigionamento. Ha quasi 70 anni.

Giustizia e’ fatta?

13
Lug
11

Cambogia: templi nella giungla

DA qualche anno sogno di visitare la Cambogia. Una di quelle cose inspiegabili, un come la religione se volete. Qualche giorno fa, dopo non aver visitato la casa di terzani a bangkok, hjo deciso che era giunto il momento di realizzare un sogno, o almeno provarci. E cosi sono saltato su un treno alle 5 di mattina, diretto a Aranyaprathet, 300 km dalla capitale thai. Qui c’e’ una delle 7 barriere doganali tra Cambogia e Thailandia. HO attraversato il confine a peidi (un’altro!), ho richiesto il visto (mezz’ora, 20 dollari americani) ed ecco: Poi Pet, cambogia. Un posto trafficatissimi: moltissimi cambogiani che vivono quispendo la giornata in thailandia a lavorare perche guadagnano molto di piu, e poi tornano in Cambogia la sera. per di piu, a Poi Pet ci sono 10 casino’: giocare d’azzardo e’ legale qui, e migliaia di personaggi loschi da tutta l’asia ogni giorno vengono qui per darsi alla pazza gioia. Sono entrato in uno di questi casino’, e devo dire che quello che ho visto non coincide per nulla con la mia immagine di cambogia, paese rurale, povero, umile, sorridente, tutte cose che ho letto principalmente (ancora) nei libri di terzani.

Da Poi Pet ci sono300 km per arrivare a Siem reap, capitaler dell’omonima regione, luogo in cui si trovano i famosi antichi templi della civilta’ khmer. Siem reap e’ ancora non come te l’aspetti: sembra di stare in un enorme parcogiochi per turisti, tanto che uno dei ragazzi con cui sono uscito a mangiare la prima sera l’ha definita “disneyland cambogia”. Parole sante. La cosa positiva e’ che una stanza costa 3 dollari, e tutto il resto di conseguenza. E i templi sono a un tiro di schioppo…

Ho passato 3 giorni consecuitivi visitando i templi Khmer. Devo ammettere che, nonostante tutto il desiderio che avevo di scoprirli, alla fine ero un po stufo di vedere rovine, perche sono cosi tanti! NOn saprei quanti di preciso, ma anche solo facendo i principale (i piu grossi) parliamo di una buona ventina. i piu antichi, chiamti il gruppo di Roluos, risalgono all’850 DC, fino ad arrivare ai piu moderni che sono stati costruiti verso il 1300.

ta phrom

Non sto qui a tediarvi con descrizioni che non saprei nemmeno fornire, pero provate solo a immaginare: giungla. Con tutti i suoi rumori, i suoi odori, il caldo soffocante, l’acquazzone estemporaneo. Tutto verde. E nel bel mezzo di tutto cio’, si ergono templi buddhisti a volte alti 30 metri, quasi sempre architettonicamente armonici, alcuni meglio conservati di altri, altri meglio ricostruiti di altri ancora. I miei preferiti sono forse stati quelli meno ricostruiti, lasciati come quando sono stati “scoperti” (per l’occidente) da un archeologo francese 160 anni fa. Ad esempio Ta Prohm, dove per capirci sono state girate alcune scene del film Tomb Raider. Un altro dei miei favoriti e’ decisamente Bayon, che tutti avrete visto almeno una volta in tv, perche e’ quello con decine di torri sovrastate da pacifiche rappresentazioni della faccia di buddha, che i media amano definire “enigmatiche”.

bayon

Ho passato un tramonto e un’alba in quel tempio (si, mi sono alzato alle 4 di mattina, valsa la pena): a me sembrano solo pacifiche, non proprio enigmatiche…

Il piu famoso di tutti e’ decismante Angkor Wat, considerato il complesso religioso piu grande al mondo. Tempio induista al principio, poi buddhista, non ha mai smesso di essere al centro di un attivo culto religioso. Ed e’ veramente grande: si tratta di un’isola quadrata circondata da un enorme canale rettangolare, e il muro esterno e’ lungo qualcosa come 4 km. E’ una visita impressionante quella ad Angkor wat: molto ben conservato nel tempo, e anche molto ben ristrutturato negli ultimi decenni, e’ facile passarci qualche ora semplicemente girandolo e guardandosi intorno a bocca aperta. Quello che il sottoscritto ha fatto per ben 4 ore, nonostante le orde di turisti giapponesi, coreani, conesi, in pause dal gioco d’azzardo e temporaneamente settati in modalita foto. ma questa e’ un ‘atra storia…

Non vi racconto nulla in piu dei templi khmer. Solo l’impressione di grandezza che se ne ricava, di una civilta’ che e’ riuscita a conquistare e dominare quasi tutto il sudest asiatico continenentale. Anche se quello e’ stato molti secoli fa.

angkor wat

La cambogia di oggi e’ diversa. Non posso acora formulare giudizi, perche ho visto veramente poco, immerso com’ero nel passato remoto. Oggi mi sono spostato da Siem Reap nella capitale, Phnom Penh. Punto di osservazione certo migliore per capire l’odierno regno khmer. Seguiranno pronti aggiornamenti.

09
Lug
11

Turtle house

Tutti abbiamo delle passioni che ci ispirano. Quanto queste passioni siano nobili dipende dal giudizio morale di ciascuno: límportante per me e’che ci propellono lungo la vita. Non penso di sorprendere nessuno se dico che una delle mie passioni ha un nome e cognome: Tiziano Terzani. Mi sono infatuato di Tiziano scrittore e giornalista qualche anno fa, quando una grande amica, costante fonte di spunti letterari, mi ha consigliato uno dei suoi libri. E per quanto suoni come un cliche mi si e’ aperto un mondo. Ho divorato tutto quello che ha scritto; letto riletto, immaginato, sognato. Tiziano Terzani: uno dei piu grandi giornalisti contemporanei. Nato a Firenze nel 1938, si e’buttate nel giornalismo da freelance a 30 anni suonati, con gia una famiglia sulle spalle: una scelta difficile anche negli anni 70. Allínizio nessuno gli dava lavoro in Italia, cosi si e’ procurato un contratto con un settimanale tedesco, der Spiegel, contratto durato per tutta la sua vita professionale. Poi i giornali e gli editori italiani hanno visto il talento, e sono arrivati contratti con Corriere e Repubblica. Meglio tardi che mai, come dicono. Tiziano diceva sempre che e’stato fortunato, perche ha avuto il privilegio di avvertire la Storia passargli accanto, avvertirne il respiro, essere al momeno giusto nel posto giusto. Personalmente trovo che e’stato anche lúomo giusto al momento giusto nel posto giusto, perche altri sono stati sfiorati dalla Storia, tutti lo siamo tutti i giorni, ma non tutti scriviamo a raccontiamo come ha saputo fare lui. Ha raccontato la liberazione di Saigon da parte dellésercito Vietcong; ha seguito láscesa e la caduta del regime di Pol Pot in Cambogia; e’stato uno dei primi occidentali a essere ammesso in cina per un periodo  di tempo esteso negli anni 80; ha assistito al disfacimento dellÚRSS dopo la caduta del Muro di Berlino.; ha vissuto cosi tanto tempo in India, che gia li ha visto fin troppe cose accadere. La lista e’ molto piu lunga, ma la memoria mi tradisce al momento. Tiziano ha vissuto läsia in maniera cosi intensa ed estensiva, che gli angoli che non ha calpestato sono pochissimi. Ha alloggiato in svariati Paese: Singapore, Hong Kong, Giappone, Cina, e dal 1991 al 1994 proprio in Thailandia. Proprio nella capitale, Bangkok.

Appena tornato in Italia dal sudest asiatico, un anno fa, ho incontrato un amica con la quale condivido questa passione per Tiziano. Appena nominata bangkok, la sua pronta domanda e’ stata:

“Hai trovato Turtle House?
Chiunque sia famigliare con il lavoro di Tiziano sapra’ che TUrtle House fu la sua residenza a Bangkok appunto: il nome deriva dalla tartaruga carnivora che viveva nello stagno annesso al giardino della casa. In quel momento mi sono un po vergognato di me stesso, perche io a turtle House mica ci avevo pensato. Dieci secondi di google ci informano che ora turtle house e’ un wine bar chiamato Lake house. E cé’un indirizzo: 18 Soi Promitri, Sukhumvit 39. Il Sukhumvit di bangkok e’una lunghissima e trafficatissima strda che dal centro va dritta verso sud est, ed e’una delle arterie piu pullulanti di vita. Ogni laterale e’chiamta Sukhumvit 1, sukhumvit 2, ecc. e ogni laterale di ogni sukhumvit e’chiamata soi qualcosa. Da un anno questo indirizzo mi rimbomba in testa: ne ho pure parlato con alcune fidate persone che  ho inctrato sulla strada, desiderose di conoscere uno dei miei sogni: entrare in casa di Tiziano e bere un bicchiere alla sua memoria.

E cosi eccomi qui: sono le 8 di sera dell’8 luglio, il traffico sul Sukhmvit e’pestilenziale, la temperatura e’torrida, abbondantemente oltre i trenta, e io sto ammirando un cartello verde che sotto a un inintellegibile scritta in thai dice: sukhumvit 39. Le motociclette fanno i numeri per schivarmi: mi accorgo di essereinebetito in mezzo alla strada. non buono. Mi sposto, mi incammino su un fantomatico marciapiede. Trovo il soi (laterale) che cerco, lo imbocco. E’buio, cé’poco traffico. Numero 10, numero 14, numero 16. Comincio a intravvedere l’entrata del numero 18, e línsegna che dice: “lake house”. Sono agitato come uno scolaretto, sudo piu del dovuto, cioe veramente copiosamente. Succhio nervosamente gli ultimi tiri dalla mia sigaretta, e me lo vedo, 10 anni fa, un taxi sgangherato che imbocca questo stesso vialetto, la portiera si apre, ne emerge un uomo alto, vestito di bianco, perche Tiziano vestiva sempre di bianco. La sua famiglia gli corre incontro…. Rifocalizzo la mente sul presente, e decido di varcare la soglia, di entrare nella casa del mio eroe. sul vialetto stesso un signore thai mi viene incontro: where you go, sir? Si, certo, sir: mi fa sempre strano quando mi chiamano cosi, mai abituato. indico línsegna, lake house. Very sorry sir, closed. open later. Sorride. io un po meno. apre quando?? Three weeks, maybe. hope you come back. very sorry sir.. Mormoro qualcosa tipo che tra tre settimane saro lontano anni luce da bangkok. non capisce. Ringrazio, saluto, tento invano un sorriso, giro i tacchi.

Mi incammino a ritroso, cuore pesante. Il muro che costeggio e’il muro del giardino di Tiziano! Ero sulla porta di casa! Come se non bastasse, comincia a diluviare. troppo classico per essere vero. Cammino sotto la pioggia tropicale, e di colpo lílluminazione: meglio cosi. Vuol dire che ho ancora un sogno da avverare, una passione da soddisfare. E un giorno tutto si sistemera’.

Ovunque sia in Asia, amche se non posso portarmi appresso isuoi libri, Tiziano cammina sempre accanto a me. Lo avverto. A volte e’un Tiziano giovane, capello pettinato allíndietro, folto baffo scuro, sandali fatti di pneumatico come quelli dei vietcong: il Tiziano della liberazione di Saigon. Altre volte e’un Tiziano anziano, folta barba riccia bianca, il Tiziano del Pellegrinaggio della Pace con Emergency, dopo l’11 settembre, quando ha deciso di combattere la sua ultima battaglia contro la guerra, per la pace, senza compromessi.

Sempre, Tiziano e’sorridente.

Come potrei sentirmi solo?

08
Lug
11

sott’acqua…

E quindi Yingluck Shinawatra, leader del partito democratico, ha vinto le elezioni. Prima donna primo ministro della Thailandia, politicamente appena nata ma sorella di Mr Thaksin, leader storico del partito democratico, autoesialiato a Dubai nel 2006 dopo che un colpo di mano dell’esercito ha fatto cadere il suo governo. Corrotto fino all’osso, dicono molti analisti. E questo governo della sorella sara corrotto pure, dicono le malelingue. Facile immaginare che sia solo un burattino nelle mani del ricco e potente fratello; ma concediamole una possibilita e vediamo come va. Per ora e’ gia una cosa eccellente che le elezioni sono andate liscie come l’olio, non ci sono stati scontri e l’esercito ha dato il proprio benestare al nuovo governo. Una situazione politica molto interessante….

Detto cio, mentre tutto questo e’ successo io ero parecchio al di fuori, tanto e’ che ho seguito gli eventi piu su internet e in tv che in piazza. HO passato parecchi giorni tropicali su Koh Tao, e me la sono spassata alla grande. L’isola e’ lunga circa 8km, e le strade sono principalmente sterrate, ripidissime e piene di fossi dove scorre la pioggia monsonica durante i periodi monsonici appunto. Ragione per cui ho noleggiato per qualche giorno una motoretta da cross, che mi ha prtato agilmente (quasi) dappertutto senza tanti problemi, e ho avuto cosi la possibilita di girare tutte le baie e tutte le spiagge incantate dell’isola della tartaruga. Spiagge bianche con le palme che si protendono su acqua azzurro cristallino, che sembra appena uscita da un rubinetto; snorkeling eccellente, un sacco di vita acquatica e un sacco di coralli splendidi: devo ammettere che mi sto viziando, mi capita quasi troppo spesso di descrivervi ambienti tropicali di questo tipo!

Essendo le condizioni cosi favorevoli ho deciso di compiere un ulteriore passo verso la comprensione di questo mondo a noi alieno chiamato oceano e ho conseguito un brevetto Padi Open Water, vale a dire ho seguito un corso teorico-pratico che mi permette di immergermi usando attrazzatura scvuba fino a un massimo di 18 mt di profondita, ovunque nel mondo. Mentre seguivo il corso ho pure scoperto che JKoh Tao e’ al momento il posto piu a buon mercato sulla faccia della Terra per fare questi corsi, e mi e’ costato qualcosa come 180 euro. Appena dichiarato abile ho passato i giorni successivi facendo immersioni, due al giorno, per 3 giorni. Incredibile cosa c’e’ la’ sotto. E incredibile quanto ci si sente diversi sott’acqua, con la capacita di respirare e vedere in giro. Quello che  mi stimola un sacco, oltre al divertimento, e’ che ad ogni immersione imparo qualcosa di nuovo che mi fa ricordare quanto sono ignorante su troppe cose….

Ieri ho lasciato questo paradiso tropicale del diving e mi sono concesso il lusso di una cuccetta (un po stretta, misura thai, ma confortevole) sul treno di notte per Bangkok. Ero nella capitale thai un anno fa, quasi esattamente un anno fa, e nulla sembra cambiato un gran che: il solito ammasso delirante di traffico, caldo, cemento, tuc-tuc, pubblicita’, venditori di cibo a ogni angolo di starda, turisti con zaino gigante. Affascinante, anche se le grandi citta non fanno per me. Il piano e’ di fermarmi qui una notte, perche ho uno sfizio che mi voglio togliere da qualche anno in questa citta: non l’ho fatto un anno fa e me ne sono pentito per un anno, e stasera e’ la sera buona per farlo.

Che sara’? Lo scoprirete solo leggendo il prossimo post…

03
Lug
11

Sconfinando

Passaggio di confine Malesia – Thailandia riuscito senza grandi intoppi. Mi ci sono volute poco piu di27 ore per passare da una spiaggia su Pulau Pehrentian, Malesia,a un’altra su Koh Tao, Thailandia.

Attraversare il confine a piedi non e’ stato avventuroso e emozionante come speravo: e’ solo un edificio in cui ti timbrano il passaporto, attraversi un ponte e entri in un altro edificio dove te lo ritimbrano. Tutto li….

Il sud est della Thailandia e’ considerato abbstanza pericolo: certe fotni dicono ci siano stati 6000 morti per terrorismo negli ultimi 4 anni. Ragioni politiche, a quanto pare. Ma come sempre la fortuna del principiante mi ha fatto passare sano e salvo, totalmente ignorante riguardo a bombe e terroristi vari. Per di piu, oggi e’ il giorno in cui si tengono le elezioni generali per il parlamento in Thailandia. L’agitazione mediatica e’ molta, sulla mia tv i canali thai non parlano di altro (almeno penso, vedendo i grafici che sembrano exit poll). Qui su questa isoletta superturistica non si avverte molto, anche se ieri sera dopo le 6 in tutta la nazione e’ stato indetto un periodo di 24 ore di sobrieta per evitare che gli spiriti gia bollenti siano ancora piu infiammati: quindi niente alcol in vendita ieri sera. HO dovuto mangiare la mia seppia arrosto senza birra, incredibile ma giusto.

A quanto pare l’opposizione di sempre, i “rossi” democratici opposti ai “gialli” conservatori (niente a che vedere con comunismo, solo i colori con i quali si distinguono) sta vincendo alla grande sto turno. Vediamo come saranno le reazioni sul campo, non molto qui ma tra un paio di giorni mi avvio verso Bangkok e probabilemnte quello e’ un terreno piu propizio per osservare la vita politica thai. Guarda te, quando meno te l’aspetti capiti nel bel mezzo di un momento storico per una nazione cosi importante oggi nel mondo….

Vi terro informati nei prossimi giorni. Probabilmente e’ cosi lontano che chissenefrega… ma lo faro lo stesso!

 

30
Giu
11

Due isole malesiane

La mia fissazione per le isole e’ cosa pubblica ormai, e qualcuno ha gia cominciato a chiamarmi “uomo isola”, anche se non so bene se sia un complimento o un’offesa. Anche in Malesia non mi smentisco, e volevo parlarvi di due isole sulle quali ho passato gli ultimi giorni.

Prima isola: Pulau Penang, poche centinaia di metri al largo della cost nordovest della penisola malesiana. Per arrivarci, da Kuala Lumpur ho fatto un viaggio in treno di quelli che piacciono a me: 350 km, 6 euro, 7 ore. Il treno lento, che zoppica attraverso la giungla in piu di un punto. Penang e’ un’isolona su cui vivono parecchie decine di migliaia di persone, e il suo cuore e’ la citta di Georgetown, partimonio Unesco. Si tratta di uno dei primi avamposti della storia coloniale dell”inghilterra in sudest asia, e i primi edifici coloniali risalgono al 1700 e rotti. Il centro della citta si affaccia sullo stretto braccio di mare che separa l’isola dalla terraferma ed e’ un  mix eccezionale di architettura coloniale inglese, architettura musulmana e architettura indiana. Come il resto della Malesia, anche Penang e’ multiculturale, e lo si percepisce quando si esce per un boccone. Dal piccolo hotel dove sono stato (Love Lane Inn, la locanda dal vicolo dell’amore, ma niente a che fare con il quartiere a luci rosse, giuro) una camminata di 10 minuti lungo il mare porta a un piccolo piazzale dove sono ammassati decine di negozietti dove gente di 12 culture e lingue cucina la qualsiasi cosa ti puoi immaginare, e te la serve su traballanti tavolini di plastica. C’e’ di tutto, dal classico riso in padella con pollo ecc a cose fritte che si mangiano con una salsa piccante, buone pero non so bene cos’erano, tipo dolci e salate, a vongole enormi e di un rosso acceso, che scegli una a una da piatti un cui stanno vive e dopo averle bollite mangi con una salsina di soya piccante. Mi e’ stato detto che le vongole fanno molto bene alla gola. Pulau Penang e’ anche religione naturalmente: su una delle sue colline si puo ammirare un tempio chiamato Kek lok si, il tempio buddista piu grande in sudest asia, con cosi tanti cortili e pagode da non poterli neanche contare. Un tempio in sviluppo naturalmente, con una statua in bronzo alta 30 mt appena finita qualche anno fa: un luogo di culto che esplode di vita! Il resto di Penang non e’ un granche, e mi ci e’ voluto un giorno a girarla a bordo di uno scooter a noleggio. Cercavo un po di bel mare per scappare dal caldo attanagliante, ma ho scoperto che l’acqua e’ oliosa e inquinata, niente a che fare con i miei standard cristallini. Ho quindi deciso di dirigermi sulla costa est.

Seconda isola: Pulau Perhentian, un arcipelago pochi chilometri a est di Kuala Besut, costa est della Malesia peninsulare. Ci sono arrivato dopo un viaggio di 5 ore su un lussuosissimo (ma a buon mercato) bus arancio, che ha tagliato il nord della malesia attraverso la giungla degli altipiani centrali e mi ha scaricato a Kota Bharu, una grossa e sporca citta’ in cui ho speso una notte degna di poca nota, se non che era un bel po che non vedevo topi cosi grandi girare per una fogna a cielo aperto. Per arrivare sulle isole si compra un biglietto per un traghetto che e’ chiamato “barca veloce”, e non capivo cosa voleva dire finche non ho visto i due otori fuoribordo con scritto “Yamaha 200” che equipaggiano una bagnarola della capacita di 10 persone. Mai stato su una barca cosi veloce in vita mia, durante il viaggio per l’isola dalla nostra barca sono volati nell’ordine: 2 cappelli, uno zaino e quasi un bambino. e il mare era una tavola. Seguendo il mio istinto per i posti piu isolati e tranquilli, ho deciso di stare in un piccolo resort che sta sulla laguna piu a nord di Perhentian Kecil, la piu piccola delle due isole principali. Il reort si e’ rivelato un’ottima scelta, essendo bello silenzioso e molto molto economico (ho speso mediamente 10 euro al giorno per stare in un paradiso tropicale…), e la barriera corallina comincia appena metti piede in acqua. Ed e’ di una bellezza di gran lunga superiore a quasiasi altra barriera corallina abbia mai visto fin’ora. E ne ho viste un paio di belle…. In tr giorni ho avuto modo di osservare decine di specie di pesci tropicali, ho nuotato con squali di barriera, ho visto razze piu lunghe di me e penso di aver raggiunto l’apice quando ho nuotato con due tartarughe marine della circonferenza di un metro circa. Mai visto animali piu maestosi in vita mia.

Ecco quindi le mie due isole malesiane. Una a ovest e una a est. Ci sarebbe ancora molto da vedere in questo Paese mozzafiato, che si e’ rivelato ogni giorno una piacevola sorpresa ed ha passato ogni aspettativa avessi prima di metterci piede. Ma purtroppo appena finisco di scrivere questo post mi avvio verso il confine con la Thailandia, proseguendo il mio viaggio verso nord. Spero di riuscire a passare il confine entro stasera, anche se non so bene cosa dovro fare. come al solito, chi vivra vedra.

Marco