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lug
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Un grande balzo avanti (nell’orrore)

Ore 8.52 di mattina, strada 71 di Phnom Penh: fa gia un caldo bestia in citta’, il traffico e’ malefico come sempre, la polvere e gli scarichi dei camion, la danza delle motociclette e delle biciclette che si schivano (quasi) sempre all’ultimo centrimetro. Mi trovo sul sellino posteriore di una di queste motociclette, noleggiata con conducente per tutta la mattina per un paio di dollari. Destinazione: la scuola Toul Sleng, ora non piu una scuola ma un museo.

S21

Dal 1975 al 1979 il posto era chiamato S21, campo di sicurezza 21, una delle piu temute prigioni politiche del regime Khmer Rouge…

Ma per capire come una scuola sia potuta diventare una prigione, ci serve una piccola lezione di storia contemporanea. Dopo un tristissimo periodo coloniale francese, nel 1953 il principe Sihanouk diventa re del Regno della Cambogia. Il Paese cerca di stare fuori dalle agitazioni in sudestasia in quel periodo, ma con il Vietnam al confine non e’ per niente facile. Alla fine deglianni 60 gli USA cominciano a bombardare il Paese, con il pretesto di colpire truppe nordvietnamite stazione nel suo territorio. 1970: un colpo di stato (malelingue dicono CIA, come al solito) viene portato a termine dal generale Lol Non, che depone Sihanouk mentre si trova all’estero e dichiara la cambogia una Repubblica. Ma il governo non funziona, corrotto all’osso, sta in piedi solo grazie a aiuti americani. Il Partito Comunista, combattente, si fa sempre piu forte nelle regioni rurali, dove arruola giovanissimi contadini e li trasforma in combattenti. Con soldi cinesi, dicono le malelingue. Nell’aprile del 1975 tutti gli americani presenti in territorio cambogiano vengono evacuati, perche i comunisti sono alle porte della capitale, Phnom Penh. Il 17 aprile 1975 l’esercito comunsta entra nella citta, accolto con grandi feste dalla popolazione stremata da anni di malgoverno. tutti sperano che finalmente la cambogia si riprendera, che ci sara liberta’ e prosperita.

Ma si sbagliano. Di grosso.

Angkar, il partito comunista cambogiano, vanta ai vertici un pugno di intellettuali cambogiani educati in Francia drante gli anni comunisti, all’inizio dei sessanta; sono tra i comunisti piu radicali che mai siano andati al potere. La loro ideologia si basa su 4 punti principali: indipendenza e autarchia totale (autosufficenza); supremazia della dittaatura del popolo; rivoluzione economica immediata e totale; trasformazione totale del sistema di valori khmer (cambogiano). Per raggiungere questi obiettivi drastici, e velocemente, perseguono quello che chiamano il grande balzo avanti, cioe record. Prendono cosi misure altrettanto drastiche e rapide: nei primissimi giorni di governo, tutti gli stranieri sono evacuati, e i confini diventano impermeabili, nessuno entra, nessuno esce. Le classi sociali vanno abolite, quindi ci deve essere solo una classe sociale: quella dei contadini. Tutti vengono evacuati dalle citta, e costertti a intraprendere lavori forzati in campagna (coltivazione di riso per autosufficienza, soprattutto) cosi da poter espiare i peccati imperialisti e diventare puri, rivoluzionari. La rivoluzione e’ permanente, e prevede abolizione del sistema monetario, del sistema scolastico, di tutte le religioni. Distruzioni di strutture superflue quali impianti sportivi, cinema, pagode e monasteri. Abolizone immediata della proprieta privata, naturalmente. Solo i puri di spirito possono essere parte della rivoluzione: gli altri devono morire per essa. I bambini, i piu puri di spirito, vengono usati per decidere della vita o morte di centinaia di migliaia di persone. Come sono le tua mani? Hanno i calli? no? beh, non sei un contadino. Uno in meno. Prova a arrampicarti su quella palma. Non puoi? beh, non sei un contadino. Niente rivoluzione, un’altro in meno.

La follia dei khmer rouge trascina la Cambogia in un baratro che sembra senza fondo. I dirigenti decidono di non sbarazzarsi solo dei nemici della rivoluzione, ma anche dei loro figli e parenti, cosi da non avere nemici in futuro. Madri vengono separate dai bambini infanti, costrette a guardare mentre questi pazzi li uccidono prendendoli per i piedini e sbattendo loro la testa addosso a un albero. Le madri vengono poi giustiziate a loro volta.

Tornando a S21, Toul sleng: era uno dei centri in cui i prigionieri politici venivano torturati, processati e condannati a morte. Inutile ricordare come in un clima del genere chiunque era un prigioniero politico, chiunque era accusato di tramare contro il regime. Molto pochi erano quelli colpevoli, molti, troppi quelli condannati. solo in S21, si stima siano stati torturati e uccisi 20mila prigionieri tra uomini, donne, adolescenti, bambini. E non era l’unico centro di detenzione, naturalmente. Visitare un posto del genre, camminare nelle stanze dove queste persone hanno sofferto, patito le pene dell’inferno per mano dei propri fratelli, esalato l’ultimo respiro guardando questo stesso sporchissimo muro che sto guardando anche io, in questo momento, nel 2011, e’ stata una delle esperienze piu commoventi della mia vita. Ora S21 e’ un museo, per non dimenticare: ci sono migliaia di foto di prigionieri, strumenti di tortura in esposizione, gli edifici hanno ancora le celle come erano state costruite nelle classi della scuola. ognuna misura un metro quadrato. Ci sono anche celle comuni dove i prigionieri erano incatenati insieme, in file di 30. Dopo gli interrogatori, terribili, e dopo la falsa confessione, che serviva a condannare qualcun’altro allo stesso destino, i prigionieri venivano caricati su un camion e spediti 15 km a sud ovest della citta, in un posto chiamato Choeung Ek. oggi tristemente famoso sotto il nome di Killing Fields. Negli anni 80 sono state qui scoperte 129 fosse comuni, contenenti piu di 20 mile corpi. C’e’ una fossa che conteneva 450 corpi; un’altra che contenva piu di 100 donne con i propri figli stretti nell’ultimo abbraccio; un’altra conteneva piu di 100 persone senza testa. Appena scesi dal camion, i prigionieri, bendati, venivano fatti inginocchiare sul bordo della fossa, scavata da altri prigioneiri, e bum, un colpo in testa con un bastone (i proiettili costano cari…), o un pugnale piantato nel cranio, e giu, oltre il bordo. per sempre. ora a Choeung Ek c’e’ una Supa (un tempio0 che contiene i resti umani riesumati lungo gli anni. E’ una torre alta dieci metri piena di teschi e ossa, una vista raccapricciante. E durante ogni stagione delle piogge il terreno restituisce nuovi frammenti, nuovi pezzi di un corpo perito per mano di un regime sanguinario.

Mi scuso per i toni crudi di questo post, ma la gente deve sapere. Tutti sappiamo del genocidio nazista, del terribile spreco di vite accaduto prima e durante la seconda guerra: ma so per esperienza personale che nessuno in Europa e’ a conoscenza di questa tragedia, che ha ridotto (dicono statistiche approssimative) la popolazione della cambogia da 8 a 5 milioni in 3 anni, 8 mesi e 20 giorni. # milioni di morti estimati: e 3 milioni di morti uccisi per mano di un vicino di casa, di un membro della famiglia estesa.

Il regime khmer rosso e’ finito il 6 gennaio 1979. L’ esercito di liberazione nordvietnamita (i discendenti dei vietcong) entrano a Phnom Penh. i khmer rouge sono costertti a ritirarsi verso ovest, verso il confine con la Thailandia. Non e’ finita per il povero popolo cambogiano: comincia una sanguinosa guerra civile tra diverse fazioni comuniste. Le nazioni Unite, e gli usa naturalmente, chiudono un occhio su tutto cio. Ragioni geopolitiche: il Vietnam e’ forte e vicino all’URSS, e cosi la Cina e gli Stati uniti non vogliono che anche la cambogia segua questo destino. Anzi, ci pensano meglio e non solo chiudono un occhio, li chiudono tutti e due e riconoscono Pol Pot, capo dei Khmer rouge, come legittimo rappresentante della cambogna alle nazioni unite per molti anni a venire. Ma ci rendiamo conto? E tutti sapevano cosa era successo. era gia di dominio pubblico: molti giornalisti (anche Terzani) avevano visto e raccontato la cambogia post-khmer rossi. ma la guerra fredda non perdona, e cosi ghiustizia non e’ fatta per molti anni a venire. L’ingiustizia continua imperterrita, anche dopo il massacro.

Finalmente nel 1993 le nazioni unite sponsorizzano elezioni democratiche, a cui partecipano il 90 per cento degli aventi diritto. Il risultato e’ una Cambogia governata da un sistema multipartitico, con a capo un re: principe Sihanouk viene chiamato a ricoprire questo ruolo, e dopo piu di due decenni di vita all’estero e umiliazioni puo tornare a abbracciare il suo popolo.

Resta sempre la questione della giustizia: che deve pagare per le atrocita’? Pol Pot e cricca si nascondono (manco tanto bene) nella giungla a ovest, e li rimangono in pace, sempre al comando del partito Comunista, sempre cercando di riattivare la rivoluzione. Pol Pot, fratello numero uno, segretario di partito, principale ideatore dell’ideologia khmer rouge, more di morte naturale nel 1998. Subito dopo i suoi discepoli si consegnano al governo in carica, implorando pieta’. Comincia un lungo processo burocratico che portera alla creazione di un tribunale nazionale e internazionale, basato in Phnom Penh, per processare alcuni alti dirigenti del Partito. I lavori comincianofinalmente nel  2007, e il 26 luglio 2010 il primo dirigente riceve una condanna. Si tratta del compagno Duch, in carica di S21 e tanti altri cerntri di sicurezza, responsabile di crimi di guerra, genocidio, crimi contro l’umanita. Viene condannato a 35 anni di imprigionamento. Ha quasi 70 anni.

Giustizia e’ fatta?


1 Risposta a “Un grande balzo avanti (nell’orrore)”


  1. 1 ilkonte
    15 luglio 2011 alle 4:15 PM

    il pezzo + storico e politico che tu abbia mai scritto. sa di crescita umana e di nuova consapevolezza. tra quei teschi giace il cadavere di uno dei più grandi sogni che l’uomo abbia mai avuto: la rivoluzione, l’uguaglianza, la creazione di un nuovo mondo. sta a noi tornare a sognare. e ricordare.


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