08
Set
09

Back to Itaca

E’ molto strano scrivere e lavorare su questo blog dal mio pc, alla mia scrivania, in Italia. Mi sembra quasi sbagliato non aggiornarlo da un pulcioso internet-point da 2 dollari l’ora, con un computer pieno di virus e assolutamente incapace di essere usato per quasiasi scopo eccetto forse quello di tenere ferma una porta. Comunque, è quello che sto facendo. Voi pochi fans di the australian way meritavate di piu. E ora avete di piu: nella sezione foto e in quella video ci sono un sacco di contenuti in piu, ricordi del nostro viaggio, che per me ormai e’ finito, per elia ancora no, ma se volete sapere qualcosa chiedete a lui…
Beh, divertitevi a guardare le nostre avventure passate, e credete in quelle future insieme a noi.

Ancora una volta, see ya and be dingo safe!

Marco

07
Ago
09

la decisione finale

Grande colpo di scena per voi lettori di the australian way. Qui e’ Marco che scrive. Questo blog sta prendendo una piega completamente diversa… ma prima fatemi dire dove sono stato dall’ultima volta che ci siamo sentiti.
Da Magnetic Island, dove mi trovavo col mio fido compare Elia, abbiamo preso giorni fa un’imbarcazione per il porto di Townsville. Li’ ci siamo salutati, e siamo partiti nuovamente in due opposte direzioni. Elia ha preso un aereo diretto a sud, precisamente a Brisbane: io ho preso l’ennesimo autobus diretto a nord, precisamente a Cairns. Elia ha passato una settimanella a Brisbane, e un paio di giorni fa da li’ e’ partito per la Thailandia (nientepopodimenoche), dove passera’ due settimane prima di volare indietro a Melbourne. Io ho passato una notte a Cairns, godendomi l’ottimo clima del Far North Queensland, e la mattina successiva ho preso un’altro autobus (stavolta uno piccolino, chissa perche) diretto ancora piu a nord, a Port Douglas, simpatica cittadina turistica, meta prediletta degli australiani del sud che amano mitigare l’inverno con qualche giorno di tropici.
A Port Douglas ho incontrato, come previsto, il mio buon amico Matteo Lo Stambecco-Pesce (lunga storia dietro questo nome!!), che da qualche mese vive e lavora cola’. Il ragazzo e’ stato cosi gentile da ospitarmi un paio di giorni nella sua tenda, ed insieme siamo partiti una bella mattina alla volta di Cape Tribulation. Con una simpatica Ford Falcon station wagon che consumava piu benzina di un boeing abbiamo percorso la bellissima strada che taglia a fatica la foresta tropicale che c’e’ la’, abbiamo anche guadato un fiume infestato di coccodrilli a bordo di una ridicola piattaforma tirata di qua e di la da enormi catene, e dopo appena 2 ore di strada siamo arrivati la, a quel punto a nord sulla costa est dell’Australia oltre il quale non ci sono piu strade asfaltate, ma solo piste per fuoristrada. Bellissimo posto, veramente, l’oceano furioso sulle spiagge deserte, la foresta che incombe sopra di te e di lato e dietro da ogni lato, distese infinite di mangrovie, ombre di squali appena oltre il bagnasciuga, fiumi incredibilmente puri e cristallini, umidita’ opprimente nonostante sia stagione secca (non oso immaginare quella umida), ragnatele gigantesce che fanno capolino tra alberi ultracentenari, fruscii di serpenti dappertutto… La foresta ci ha decisamente amato quel giorno: il vostro eroe, distratto dallo spettacolo della maestosa natura stava camminando tranquillamente su un sentiero quando ha visto qualcosa muoversi tra i suoi piedi, qualcosa giallo: ragazzi, ho calpestato un serpente lungo un metro e passa!! Fortunatamente non ha fatto una piega, si e’ solo mosso un po, e e’ stato li a guardare. Ancora non so se era pericoloso, probabilmente si’ visto che tutto e’ pericoloso in Australia, ma preferisco non sapere se ho rischiato la mia vita.

Dopo Port Douglas, ho preso un’aereo anche io. E… colpo di scena! Sono tornato a Sydney! E questo non e’ il vero colpo di scena: tra qualche giorno torno in Italia (questo e’ il vero colpo di scena). Le ragioni di questa decisione sono complicate e multiple, e terribilmente noiose. Non voglio farvi perdere tempo, pero volevo solo avvertire che questa potrebbe essere la fine dell australian way come lo conoscevamo. Questo potrebbe essere l’ultimo post. Ci stiamo pensando su.
Per ora volevo solo, anche a nome di Elia, salutarvi con un see ya, e ringraziare tutti voi per il vostro supporto e il vostro interessamento nel nostro viaggio.

Be dingo safe.

Marco

28
Lug
09

Magnetic Island: l’isola dove tutti telano (e c’era un uomo nudo)

Magnetic Island e’ decisamente bellissima. Immaginate questo: un’isola con la forma di un triangolo, i cui latio sono lunghi circa una decina di km. Quasi tre quarti dell’isola e’ parco naturale, non ci si puo’ andare nemmeno a piedi e non ci si puo’ avvicinare alle coste in barca. La popolazione e’ di circa 2000 anime, piu naturalmente migliaia di turisti all’anno e svariati animale strani. Ma strani forte. Ci sono tipo 3 paesini, e una e dico una strada che li collega. Una cosa tipo 10 baiette incantevoli, spiaggia bianca, barriera corallina e due pinnate dalla spiaggia e bellissima. Natura incontaminata dappertutto, la foresta e’ veramente strana, si passa dal bush australiano, quello secco e duro pieno di serpenti e ragni, alla foresta pluviale piu’ umida, anche quella piena di ragni e serpenti. Scogli immensi dappertutto ti giri. Madre natura ha provvidenzialemente messo una montagnetta in centro all’isola, cosi da permettere all’intrepido turista una vista a 360 gradi dopo solo un’ora di sentiero. E il clima: ora siamo in pieno inverno, la temperatura non e’ mai scesa sotto i 17 gradi e mai sopra i 32, e ci sono 340 giorni all’anno di sole.
Ma la cosa piu’ assurda sono i gia menzionati animale: qui tutti telano. Telare e’ un concetto astratto: nel nostro gergo giovane significa scappare con fretta. E’ piu una filosofia di vita che un fatto, un atteggiamento verso il resto del mondo. L’animale che tela di piu, per questo detto “il telatore”, e’ un uccello con le gambe lunghe, alto circa 30 cm, che puo volare e anche bene ma preferisce telare a piedi. Un’altro che tela veloce e’ il wallaby, piccolo canguro che fa del telare un’arte. L’unico che non tela e’ il koala: sta sul suo albero, ed e’ addirittura in grado di cacare mentre dorme.

Un’a;tra super cosa che abbiamo fatto sull’isola e’ noleggiare una moto seria, da cross, per la modica cifra di 75 $ per 24 ore, e scorrazzare in giro per le 2 strade possibile facendo circa 150 km, chissa come visto che il tutto come gia detto e’ grande 10 per 10 per 10. pero l’abbiamo fatto, e lo mezzo e’ stato provvidenziale..

E c’era un uomo nudo sulla spiaggia, C’era sempre, lo stesso uomo, su ogni spiaggia in cui stavamo. Mah. Si suppone sia l’unico nudista di magnetic island, e segua giovani italiani carini e bianchi caucasici per oscuri motivi non menzionabili in un pubblico blog. Mah, di nuovo.

See ya.

Marco e Elia

22
Lug
09

withsundays sailing

Ciao gente,

siamo appena tornati dalla nostra seconda avventura!! Siamo stati due giorni e due notti su una barcache ci ha scorrazzato allegramente in giro per le Whitsunday Islands, probabilmente uno degli arcipelaghi piu belli al mondo. E’ stata un’esperienza specialissima: le isole sono semplicemente incredibili, gran parte dei tours guidati con le barche partono da Airlie Beach, e si fermano in 2-3 posti in giro per le isole: si sbarca solo una volta dalla barca, perche il resto del tempo e’ dedicato ad attivita’ acquatiche. La nostra barca era il “Pegasus”, SDC14008relativamente piccola rispetto alle altre, lunga tipo 30 metri e capace di portare 25 persone piu 5 di equipaggio. Parecchio messa male a dir la verita, ma chissenefrega. Il nostro gruppo era tutto composto di ragazzi della nostra eta circa, prevelentemente europei. La crew, principalmente di australiani sempre della nostra eta’. Nel tour era incluso cibo, ma potevamo portare il nostro alcool: manco a dirlo ci siamo muniti di cassa di birra e bottiglia di rum per i momenti difficili.SDC13984 La prima sera e; stata tranquilla: la mattina sefuente alle 7 eravamo gia in viaggio per una laguna, dove abbiamo fatto qualche ora di spiaggia di fronte alla paradisiaca Whiteheaven Beach (che e’ troppo affollata per andarci a dir la verita’, e di fronte la sabbia e’ praticamente uguale, solo meno famosa, quindi tanto meglio). Il pomeriggio ci siamo spostati, e i vostri intrepidi eroi hanno fatto qualcosa mai fatto prima: scuba diving!!! DOpo un’oretta di snorkeling ci siamo muniti di bombola ecc, e dopo un corsetto introduttivi ci siamo immersi seguendo l’istruttore, vedendo un bel pezzettino di barriera corallina con tutta la sua vita e i SDC14042suoi pesci e i suoi coralli: abbiamo visto anche Nemo!!
L’esperienza ci ha messo naturalmente una sete bestia, come a tutti gli altri nostri compagni di viaggio: per cui ci siamo trovati a una certa a fare giochi stupidi tipo passarsi la mela con la gola (tutti mezzi nudi, chissa perche) e cose dfel genere. La cosa migliore e’ che i ragazzi dell’equipaggio erano piu in botta di noi, specialmente Pat, il nostro istruttore di scuba diving, che e’ stramazzato addormentato sul ponte (come noi, solo lui qualche ora prima), e il mattino seguente nonostante il tempo non perfetto ci ha portato ancora giu, piu giu: siamo arrivati a 12 e mezzo mt di profondita!! Spettacolo ragazzi, provare per credere!!SDC14024

Ecco, questa e’ stato quello che abbiamo fatto negli ultimi giorni. Ora siamo a Townsville, ancora piu a nord di Arlie Beach, e domani ci imbarcheremo su un traghetto diretto a Magnetic Island.
VI faremo sapere.

Stay dingo safe!
Marco e Elia

18
Lug
09

fraser island

Siete stati abbastanza col fiato sospeso sulle vostre poltrone… ora che i due cretini alle prese con un continente piu grosso della loro immagniazione sono riuniti possiamo rivelare parte dei nostri piani malvagi.
Intanto, per la cronaca, la nostra riunione e’ stata come da tradizione celebrata con un’ottima bottiglia d’annanta di rum Capitan Morgan sulla spiaggia (ah, il capitano, mio capitano!!). DOpo di cio, e dopo un paio di giorni di mal di testa, siamo partiti per una cosa fighissima, che si chiama self-driving safari su Fraser Island. Funziona cosi: noleggi con un gruppo di persone (noi eravamo 7, a volte sono 9 o 11) una jeep mostruosa, a Hervey Bay, e hai 3 giorni di tempo per girare per Fraser Island, l’isola di sabbia piu grande del mondo, patrimonio dell’umanita ecc ecc. Una figata pazzesca. La jeep era vecchia e come si vede pure fucsia, con gran divertimento di tutte leSDC13823 altre jeep che incontravamo, pero andava alla grande sulle piste di sabbia e sulla spiaggia est, che e’ lunga tipo 120km!! Ci siamo alzati per 3 giorni alle 5 del mattino, giusto in tempo per vedere un paio di splendide albe sull’oceano, e ci svegliavamo cosi presto perche alle 5 era buio e campeggiavamo sulla spiaggia, quindi dopo aver cenato non c’e’ un diavolo da fare tranne bere, il che porta a dormire naturalmente, ma non dopo aver ammirato per ore un cielo stellato tra i piu belli visti in vita nostra, contando decine di stelle cadenti per notte.
SDC13942Con noi due, nella jeep avevamo una coppia di irlandesi di 20 anni, una ragazzo francese di 27 e una coppia di amici francesi anche loro di 20 anni. Quindi solo io (marco), elia e il tipo francese potevano guidare, perche devi avere 21 anni e avere la patente naturalmente. Il gruppo ha eletto subito me come guidatore leader, grazie alla mia abilita di guidatore subito evidente dopo i primi metri di strada. Elia era il mio navigatore, cioe provava a leggere la mappa, cosa che ci ha fatto perdere un paio di volte ma non in maniera grave alla fine. Il team francese (driver e navigatore) ha provato a subentrare un paio di volte alla guida, ma l’italico team era nettamente superiore in abilita’ fuoristradesca, quindi fondalmentalmente ho guidato per 3 giorni, con conseguente mancanza di possibilita di bere come uno sfondato: Elia ha provveduto a consumare le nostre birre senza paura, un grande eroe che si e’ sacrificato per una causa maggiore. Insomma, di giorno girare traSDC13899 laghi spettacolari, rainforest (foresta pluviale) e pezzi di deserto che dici: ma perche c’e’ il deserto qui, e poi pensi: ma e’ un’isola di sabbia! al che pensi: ma come diavolo ci fa a crescere la rainforest nella sabbia??? DI notte grigliatina in spiaggia, guardare le stelle e provare a chiacchierare in inglese, cosa sempre piu difficile dopo la quinta birra.
Un’altra simpatica particolarita’ di Fraser Island e’ un branco autoctono di circa un centinaio di Dingo, cani selvaggi che sono tra i piu puri qui in tutta l’Australia, visto che i cani non possono andare su Fraser e quindi non si sono mai imbastarditi. Sono tranquillissimi, non pericolosi per gli adulti, un po per i bambini: qualche SDC13933 anno fa hanno rapito un neonato proprio sull’isola e l’hanno ammazzato. Storia triste. Comunque sono carinissimi, naturalmente sempre alla ricerca di cibo e di avanzi vari, rubano anche le lattine di birra e sanno aprire i frigoriferi da campo. Quindi la sera bisogna sempre mettere tutto nella jeep, e sotterrare l’acqua per lavare i piatti con gli avanzi di cibo. La notte li abbiamo sentiti girare per il nostro campo base, e li abbiamo decisamente sentiti annusarci la testa attraverso la parete della tenda: esperienza assurda!SDC13861
Parlando di prezzi, per questo tour compreso di cibo abbiamo pagato circa 200 dollari a testa, poco piu di 100 euro, e senza dubbio ne e’ valsa la pena. Quando si va la bisogna anche naturalmente pensare all’alcol,e quello e’ naturalmente a discrezione del bevitore ;-)

Ora siamo imbarcati in un’altra avventura, ma non diaciamo niente fino a quando e’ finita.
Come sempre, continuate a seguirci.

Be Dingo safe!
Marco e Elia

11
Lug
09

Fraser coast: Hervey Bay

Il vecchio che mi accompagna a prendere l’autobus delle 3.30 di mattina e’ brutto, dice di avere 65 anni ma ne dimostra 80, dice 2 parole e 3 “fucking”, e delle due parole che dice ne capisco mezza: e’ l’ultima immagine che ho di Bundaberg, questo contadino australiano che parla una lingua incomprensibile alla gran parte della gente che parla inglese e appunto mi accompagna al bus. In 2 ore sono a Hervey Bay, piu precisamente a Torquay, a sud, sulla costa naturalmente. Sono le 6 di mattina, fa un freddo cane, ma vedere l’alba sul mare mi fa dimenticare le mani congelate. Spettacolo: finalmente ancora l’oceano.
Il posto e’ tranquillo: staziono da due giorni in uno dei 10 ostelli che ci sono sul lungomare , la mattina mi alzo presto, mi faccio una corsetta in spiaggia e un po di stretching, sto tutto il resto della mattinata in spiaggia, pranzo, torno in spiaggia, leggo fino alle 5.12 quando c’e’ il tramonto. Ancora sul mare, perche questa e’ come icevo una baia e il sole sorge e tramonta sula mare. Quanto mi mancava l’acqua…

Perche sono qui? Perche domenica succedera un fatto straordinario, di proporzioni cosmiche, una cosa che non vi aspettavate orai, un colpo di scena che fara sobbalzare tutti voi lettori sulle vostre comode seie da scrivania: domani sera, con il bus delle 21, arrivea qui a Hervey Bay….rullo di tamburi….tattttaaaaatta!! ELIA!! Dopo 4 mesi di separazione, i due cretini saranno di nuovo insieme alle prese con un continente piu grosso della loro immaginazione, e partiranno per una nuova avventura…

ma non voglio svelare nulla, continuate a leggere nei prossimi giorni, cercheremo i fare in modo che ne valga la pena..

Marco

09
Lug
09

Bundy: il rum con l’orso polare intorno

rumOggi e’ il mio ultimo giorno a bundaberg: finalmente sto lasciando sto postaccio. In una settimana non si e’ naturalmente vista l’ombra di un lavoro, quindi ho avuto tempo per leggere un paio di libri, guardare una decina di film e vedere TUTTO quello che c’era da vedere a Bundy.
Ed essendo come dicevo nel post precedente la casa dell’unico rum australiano, non poteva mancare una visita alla distilleria! Bundaberg Rum si trova a East Bundaberg, giusto mezzoretta a piedi dal centro della cittadina, in una squallida zona industriale. La distilleria e’ posizionata vicinissima all’impianto dove trasformano la canna da zucchero in melassa, ingrediente principale del rum, naturalmente. Per la modica cifra di 25 dollari ti fanno fare un tour guidato della distilleria, in cui delle australianissime guide fierissime del proprio rum australiano ti spiegano i vari procedimenti che portano dalla melassa appunto al prodotto finito. Fanno tutto li’, imbottigliamento compreso. E una delle cose piu stupefacenti che ho sentito oggi rigurda le vendite del liquore: solo il 4% del fatturato annuo e’ destinato all’esportazione! Tra l’altro, di questo 4%, 3% va in Nuova Zelanda, quindi solo 1% del rum prodotto li’ va fuori dall’Australia!! Ed e’ veramewnte tanto quello che producono, si p[arla di decine di miliardi di litri all’anno!!
Alla fine del tour c’e’ il tasting: hai a disposizione 2 drinks. Naturalmente sono andato per la roba piu forte che avevano, cioe’ rum liscio, come piace a noi intenditori, e naturalmente l’ho trovato molto mediocre, niente a che fare con un rum caraibico, ricorda molto piu’ un Havana 7. Del resto essendo prodotto cosi industrialmente, e’ logico..
Un’altro aneddoto, o meglio una probababile leggenda metropolitana: non me l’hanno detto li’, ma ho sentito raccontare da affidabili fonti austrliane che in alcuni pub in giro per la nazione il Bundy non e’ servito. I gestori hanno testato in qualche modo che porta a comportamenti violenti tra i consumatori, quindi l’hanno bannato dalla vendita. Non in molti posti a dir la verita’ si trova praticamente dappertutto. Un aneddoto invece che ti raccontano durante il tour riguarda il grande incendio avvenuto alla distilleria nel 1936, qundo un fulmine ha incendiato un pezzo di capannone dove c’erano le botti di invecchiamento (giganti), che hanno preso fuoco. Per fermare l’incendio gli operai hanno allora distrutto le botti rimaste, e fiumi di rum si sono diretti verso la citta’ di Bundaberg, con grande felicita’ degli abitanti che l’hanno raccolto a secchi e bevuto, sempre a secchi. Questa sembra una baggianata, ma quello che e’ vero e’ che quella volta il rum e’ finito tutto nel Burnett River, uccidendo miglia di pesci e rovinando la pesca per mesi. Ma le guide dicevano che la gente era contenta, perche raccoglieva i pesci e avevano pesce marinato al rum gratis, da buttare naturalmente sul barbeque e arrostire!!

Questo e’ tutto, un saluto dal vostro (non troppo violento nonostante il rum) Marco.

04
Lug
09

bundy: sunshine coast

La prima cosa che ti colpisce arrivando qui e’ il colore, o meglio il non piu colore, di tutte le cose esposte nelle vetrine dei negozi. Tutto e’ terribilmente sbiadito dal sole, anche se siamo in inverno, anche le locandine dei film usciti la scorsa settimana. Questa e’ Bundaberg, capitale agricola del Queensland centrale, centro del fruit-picking per questa parte dello stato.

Che ci faccio qui? Bella domanda. Visto che come al solito quando arrivo io, la grande stagione di raccolta e’ finita e non c’e’ molto da fare nei campi. Quindi in poche parole sono bloccato per ora in questo ostello che piu che un ostello e’ una fogna, aspettando uno spettro di lavoro per essere sfruttato a dovere da qualche farmer, probabilmente di origini italiane e per questo incazzato come una vipera con gli italiani. Almeno lavorassi…

Per di piu, ho una grande notizia: come si legge in questo post, la ragione per fare sto diavolo di fruit picking era per me di avere un’altro anno di working h0liday visa, cioe avere permesso di stare e lavorare in australia x un altro anno. Il fatto e’ che sono un po in ritardo sulla tabella di marcia, e avendo apssato tutti sti mesi a Sydney ora ho solo 4 mesi di visto, e contando i sabati e le domeniche in cui non si lavora nemmeno in campagna non ho giorni sufficienti per rinnovare sto visto. Matematicamente impossibile. Questo significa che la mia esperienza australiana finira a meta’ novembre. Cioe non per sempre, posso sempre tornare qui con altri visti, ma non piu con un working holiday, che e’ il visto lavorativo piu facile da ottenere. Pace, mi inventero qualcos’altro da fare.

Considerato questo, sto sinceramente pensando se spendere sti ultimi mesi in questo buco dimenticado da dio e anche dalla stagione agricola al momento, o se andarmene in una citta a cercare lavoro. Tipo Brisbane, che mi era piaciuta cosi tanto. Non c’e’ motivo di fare sta vita in questi ostelli cenciosi per due lire a settimana, e vivere come un cane. Del resto, bella la vita in campagna, ma vuoi mettere il confort di una citta’….

Quindi insomma, fase riflessiva ancora. Un’altra fase riflessiva, che palle. Perche mi trovo sempre a riflettere ogni 2 mesi??? Avrete presto nota della mia decisione. Intanto mi sa che approfittero del tempo ozioso che ho da spendere qui per fare una visitina alla Bundaberg Ron, l’unica distilleria di rum dell’Australia. Che si trova qui, perche qui ci sono un sacco di fattorie di canne da zucchero. Chissa che non trovi ispirazione nello splendido alcolico marrone?

Cheers

Marco

01
Lug
09

brisbane 2

SDC13632Brisbane e’ decisamente una citta fichissima. Penso di non esagerare dicendo che per me e’ un posto ideale per vivere: fa meno di un milione di abitanti, non e’ moto estesa e allo stesso tempo non ha molti edifici a tanti piani, ha un aereoporto internazionale, il clima e’ splendido (adesso e’ inverno, non piove molto e durante il giorno ci sono 25 gradi). La gente e’ decisamente ospitale e simpatica, tutti ti salutano per strada, tutti non hanno molto di cui preoccuparsi perche i soldi per vivere non mancano a nessuno. E importantissimo, d’estate c’e’ un delirio di turismo, quindi la citta straripa di gente proveniente da tutto il mondo che e’ qui per divertirsi, con tutto quello che ne consegue. C’e’ solo una cosa che manca: il mare. Non e’ molto lontano, tipo 25km, ma e’ abbastanza lontano per mancarti sempre e comunque.
Beh, ho avuto delle belle giornate qui, con Daniele: lui conosce un sacco di gente, e un sacco di studenti che qui abbondano, quindi ci siamo fatti un paio di gionate spensierate tra barbeque (sul fiume che attraversa la citta) e party serali.
Il fatto e’ che domani parto di gia: prendo un treno e continuo il mio viaggio verso nord. Mi fermero’ non molto lontano da qui, in una cittadina chiamata Bundaberg, grande centro agricolo del Queensland centrale e casa dell’unico rum prodotto in Australia, il Bundaberg Ron appunto, che tra l’atro fa cagare. Io non vado certo la’ per il rum (anche se…..un assaggino nella fabbrica lo faro di sicuro, magari e’ piu buono di quello delle bottiglie), ma per trovare un po di lavoro in qualche farm, in capagna. La stagione non e’ ideale, ma qualcosa dovrebbe esserci lo stesso. Vedremo…

Ciao a tutti voi, e vi saluto Brisbane.
Marco

27
Giu
09

Brisbane 1

Primo giorno a Brisbane. La citta’ si trova ad appena 80 km da dov’ero prima, e penso che questo e’ il viaggio piu corto che abbia mai fatto in autobus in australia: solo un’ora!! SOno arrivato da poche ore: l’atmosfera in generale non e’ male, il centro citta’ sembra nuovo di zecca, ci sono dei grattacieli molto molto stilosi e colorati, anche se tutto mi sembra piccolo in confronto a sydney. DOpo 6 mesi la mi ero abituato alle dimensioni, quindi mi ci vorra’ un poco per mettere l’occhio su citta’ piu piccole.
Sono ospitato a casa del mio buon amico Daniele, che ho incontrato in 4 citta’ in australia dopo averlo conosciuto a Syney la prima settimana che siamo arrivati. Lui abita in una simpatica casa a un tiro di schioppo dal centro, posizione perfetta per visitare la citta’.
Per ora il tempo fa veramente pena: pioviggina e c’e’ cielo grigio, ma mentre scrivo sta uscendo un po di timido sole, quindi speriamo in una schiarita nei prossimi giorni. Brisbane non e’ sul mare, e’ tipo 5km nell’entroterra, quindi niente spiagggia qui,ma un po di sole non sarebbe male dopo mesi di pioggia. E menomale che l’Australia e’ uno dei continenti piu asciutti del mondo! Dopo 7 anni di siccita’ assoluta, proprio quest’anno doveva mettersi a piovere a manetta!!

Anyway, per ora e’ tutto, scrivero’ di piu’ quando mi saro’ un po orientato e avro visto